giovedì, 17 gennaio 2008

"Ahi serva Italia, di dolore ostello, 
nave sanza nocchiere in gran tempesta, 
non donna di province, ma bordello!"

(Dante Alighieri, La Divina Commedia, Purgatorio, Canto VI).

Sono passati sette lunghi secoli dalle parole di Dante, ma a giudicare dal caos che c'è in Italia in questo periodo quei versi sono tristemente attuali...


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venerdì, 16 novembre 2007

Uno dei miei videogiochi preferiti è sempre stato QBert. Appartiene all'epoca dei primi videogame, quelli che si potevano giocare nelle sale giochi dove con 1000 lire avevi diritto a ben dieci partite. E' in quegli anni che è esplosa la mia passione sfrenata per i videogiochi che si è placata solo negli ultimi anni a causa di impegni "leggermente" più importanti che hanno ridotto al lumicino il mio tempo libero. Passavo ore con gli amici davanti ai "Coinup"  - così si chiamavano le macchinette che ti adulavano con la scritta lampaggiante "Insert coin" invitandoni a investire le monetine che avevi in tasca per regalarti minuti di puro divertimento. I primi videogiochi hanno colorato l'immaginario collettivo della mia generazione: grafica scarna, pochi comandi ma essenziali, regole semplicissime. Il resto veniva lasciato alla fantasia e alla voglia di divertirsi. E di divertimento ce n'era tanto, sincero e affascinato. In QBert si comandava un mostriciattolo che doveva illuminare tutti i rombi che componevano una piramide cercando di non farsi beccare sulla stessa casella dagli esseri cattivi che arrivavano dall'altro e cominciavano a gironzolare sullo schema del gioco. Onore a Qbert e a tutti gli arcade che in quegli anni hanno accompagnato le giornate di tanti bambini ingenuamente sognanti e curiosi.

s_Qbert_6

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mercoledì, 31 ottobre 2007
Dopo Halloween quale altra festa che non ci appartiene affatto né culturalmente né emotivamente saremo chiamati a onorare? Forse la Festa del Ringraziamento? Mah...
postato da: uomovitruviano alle ore 23:27 | Permalink | commenti (2)
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lunedì, 22 ottobre 2007
Mi ha molto colpito la notizia di un industriale, Enzo Rossi di Campofilone in provincia di Ascoli Piceno, che ha provato a vivere un mese con il salario dei suoi operari. Nell'esperimento ha coinvolto tutta la sua famiglia e il 20 del mese stesso ha finito i soldi, spendendo i suoi ultimi 20 euro nel bar del paese sperando che non fossero troppe le persone a cui avrebbe dovuto offrire l'aperitivo... L'imprenditore dopo il singolare esperimento ha deciso di aumentare di 200 euro netti lo stipendio a tutti i suoi operai, per la maggior parte donne. Se anche i nostri politici e i vari governanti provassero a toccare con mano la situazione dell'economia e della società italiana ci sarebbero meno proclami e più fatti concreti. Mala tempora currunt, dicevano i latini, e mi sa che il detto è tristemente di forte attualità di questi tempi. O ci si da una mossa a correggere il tiro o avrà sempre più ragione il suddetto imprenditore quando dichiara lucidamente: "Stiamo tornando all'800, quando nella mia terra c'erano i conti e i baroni da una parte ed i mezzadri dall'altra, e si diceva che i maiali nascevano senza coscia perché i prosciutti dovevano essere portati ai padroni. Negli ultimi decenni il livello di vita dei lavoratori era cresciuto e la differenza con gli altri ceti era diminuita. Adesso si sta tornando indietro, e allora bisogna rimediare".Che i governanti non pensino di uscirne indenni, se si dovesse verificare una cosa del genere...
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lunedì, 18 giugno 2007
Non che ami particolarmente citare aforismi attribuiti a miti, icone generazionali o pseudo tali, ma ieri leggevo una frase attribuita a Jim Morrison che mi ha colpito: "Nella vita non sarò mai nessuno, ma nessuno sarà mai come me". Non so ancora se mi piace, ma intanto mi ronza ancora in testa...
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domenica, 10 giugno 2007
Per me uno dei massimi piaceri della vita è abbuffarsi di ciliegie cogliendole direttamente dall'albero. Sovrastati da un trionfo di verde e rosso con la consapevolezza di poterne mangiare quante te ne pare. Che bello quando l'unico motivo per cui smetti di fare una cosa che ti da piacere è perché ne sei pienamente soddisfatto...
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venerdì, 11 maggio 2007
Fermarsi a riflettere su quanta spazzatura si produce quotidianamente in ogni famiglia ha l'aria di essere come la scoperta dell'acqua calda, eppure sono convinto che troppo raramente si faccia caso quanta plastica, carta, cartone buttiamo ogni giorno nella pattumiera. Sicuramente è colpa del consumismo e delle cattive abitudini. Ma anche i packaging dei prodotti ci mette del proprio. Spesso le confezioni sono sproporzionate rispetto al prodotto che contengono. Una confezione di due yogurt, ad esempio, ha un involucro di cartone che contiene due confezioni di plastica rigida. Per pochi ml di prodotto buttiamo grammi e grammi di carta e plastica. Che tra l'altro incidono non poco sul prezzo finale dei prodotti che compriamo. Non solo produciamo un sacco di rifiuti, ma la cosa assurda è che li paghiamo noi e pure profumatamente. Mah...
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venerdì, 04 maggio 2007
Non ho ancora mai giocato a Second Life e credo che non succederà neanche nel mio futuro prossimo, ma non si può ignorare un mondo che ha un prodotto interno lordo, seppur virtuale, pari a quello di Cina e India messe insieme e che genera miliardari e alienati veri. Non sono un apocalittico, probabilmente non lo sarò mai. Amo i videogiochi così tanto che ci ho fatto pure la tesi di laurea e ho lavorato nel settore per quasi un anno. Gioco da quando esistono Pong, PacMan e Qbert. Ma qualche anno fa, quando si sono diffusi i giochi online, quando i titoli sono diventati sempre più difficili da imparare e la loro longevità è diventata praticamente sovrumana, ho cominciato a giocarci sempre meno. Forse perché il mio tempo libero è drasticamente diminuito, forse perché sono cresciuto e sono cambiato, spostando i miei interessi verso altri lidi. Non lo so. So solo che mi diverto sempre meno e i giochi come Second Life peggiorano la situazione. Odio le situazioni spropositate, quelle in cui l'offerta supera esageratamente i bisogni. Tipo quando ti trovi in un centro commerciale e ci metti un'ora solo per scegliere il dentifricio perché trovi uno scaffale lungo quindici metri che contiene tutte le possibili varianti di quel prodotto messe in commercio negli ultimi dieci anni. Second Life è esagerato allo stesso modo. Un intero universo, le case da comprare, i terreni lottizzati, la socializzazione, i negozi delle multinazionali che vendono le scarpe per il proprio avatar, persino la prostituzione. Le dinamiche del mondo reale sono semplicemente duplicate. E a chi ha giocato in passato per evadere con la fantasia non basta l'illusione di nascondersi dentro un avatar per non rendersi conto di questo. Nei vecchi videogiochi eri l'eroe, il predestinato che sconfiggeva i mostri e salvava l'umanità. Nei giochi online come Second Life invece, sei uno qualunque tra i milioni di utenti che popolano quel mondo. Gli apocalittici direbbero semplicemente che anche in quell'universo virtuale, così come nel mondo reale, non conti un cazzo...
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lunedì, 23 aprile 2007
94422-500La prima foto che pubblico sul mio blog è quella dei campioni d'Italia 2007. E lo faccio con una gioia sincera.
Ormai si è parlato tanto dei significati e delle sensazioni di questo scudetto vinto sul campo dopo 18 anni pieni di "se", di promesse mancate e di illusioni infrante. Nonostante questo, non posso non aggiungere il mio commento a un evento che mi ha reso felice come 18 anni fa, quando con pochi altri miei amici azzardavo una sfilata con bandiere sventolanti in un feudo dell'allora Napoli di Maradona.
Quello che mi piace dell'Inter è che è una squadra che rompe parecchie regole dello sport. Che è capace di grandi imprese per poi vanificare tutto in serate sciagurate. Pure ieri ci hanno provato a farsi prendere in giro, i giocatori dell'Inter, mettendosi a festeggiare quando ancora mancavano quattro minuti alla fine della partita della Roma e alla certezza matematica dello scudetto. Se la Roma avesse segnato sarebbe stato un momento "da Inter", ma credo che per quest'anno, dopo una cavalcata trionfale, sia già bastato perdere l'unica partita dell'anno contro la seconda in classifica, in casa propria, davanti a ottantamila tifosi pronti a festeggiare lo scudetto nel più trionfale dei modi. Ecco, più che i record, è stato l'1-3 contro la Roma a tingere davvero di nerazzurro lo scudetto. Quando si parla di questa squadra, nessuna gioia è mai lineare, scontata, assoluta. All'Inter manca l'arroganza e la spocchia che di solito hanno i più ricchi e i più forti, quella pienezza di sé che genera automaticamente antipatia. Per questo chi tifa Inter non lo fa perché ama vincere sempre, ma perché quando ogni tanto capita pure di arrivare primi, di dimostrare anche agli altri di essere i più forti, il sapore di quei momenti è più sottile e non si può banalizzare in un semplice urlo di gioia. Chi vince dopo aver conosciuto la sconfitta e la delusione non lo farà mai come chi è abituato ai successi. Ed è giusto che il simbolo di questa squadra sia Marco Materazzi, il più imperfetto dei vincenti, il più incompreso dei campioni, il più buono dei cattivi, il meno stronzo tra i pezzi di merda. Onore all'Inter e ai suoi tifosiche, me compreso, si godono l'emozione più sublime e insieme quella a cui sono meno abituati: la gioia della vittoria.
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giovedì, 22 marzo 2007
Nello scorso weekend sono stato a Dublino per il weekend di San Patrizio.
Dublino era strapiena di gente, le strade e i pub ricolmi di persone di ogni generazione. In mano l'immancabile pinta di Guinnes, birra scura che qui, oltre a essere più buona che in Italia, è una vera e propria istituzione nazionale. Bere tanto è così normale che trovare dopo la mezzanotte qualcuno sobrio equivale a trovare il classico ago nel pagliaio. Sembra incredibile che le stesse persone che affollano i chiassosi pub durante i weekend, vivano quotidianamente in graziose casette tutte uguali con giardino ineccepibile e staccionata sempre fresca di vernice. Da un estremo all'altro. Serietà e dissolutezza estreme si alternano con settimanale ciclicità nella vita di questa gente. La via di mezzo ci dovrà pur essere, ma tre soli giorni d'Irlanda sono stati troppo pochi per riuscire a trovarla...
postato da: uomovitruviano alle ore 22:44 | Permalink | commenti (3)
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