Negli ultimi tempi prendo quasi quotidianamente la metro, un rituale a cui mi ero disabituato nell'ultimo anno e mezzo.
Appena scendo le scale mi infilo le cuffiette del mio ipod e mi perdo negli universi paralleli narrati dalle canzoni che popolano il mio fido lettore.
Di tanto in tanto alzo lo sguardo e mi guardo intorno, scoprendo la presenza di molte altre cuffiette che popolano molte altre orecchie nel vagone del treno dove viaggio. E mi metto a pensare. Fantastico su cosa ascoltano quelle persone, accomunate solo dalla stessa espressione piena di gioia di vivere che infonde la routine lavorativa di una metropoli.
Mi immagino gli abbinamenti più improbabili. C'è il distinto impiegato quarantacinquenne in giacca e cravatta a cui associo un pezzo rock alla "Bullet with the butterfly wings" degli Smashing Pumpkins. La ragazzina delle superiori che ascolta musica classica. La commessa trentacinquenne che si emoziona con Gigliola Cinquetti. Il punk che ascolta "L'ape Maia".
Ma non saprò mai quello che gli altri ascoltano realmente. Le cuffiette custodiscono il segreto delle playlist nascoste nei lettori mp3.
Cinquanta persone chiuse in uno stesso ambiente ascoltano cinquanta cose diverse. Avvolte da un rumore che, seppur ignorato o in sottofondo (a seconda del volume della musica) è nei fatti la cinquantunesima traccia.

