Non ho ancora mai giocato a Second Life e credo che non succederà neanche nel mio futuro prossimo, ma non si può ignorare un mondo che ha un prodotto interno lordo, seppur virtuale, pari a quello di Cina e India messe insieme e che genera miliardari e alienati veri. Non sono un apocalittico, probabilmente non lo sarò mai. Amo i videogiochi così tanto che ci ho fatto pure la tesi di laurea e ho lavorato nel settore per quasi un anno. Gioco da quando esistono Pong, PacMan e Qbert. Ma qualche anno fa, quando si sono diffusi i giochi online, quando i titoli sono diventati sempre più difficili da imparare e la loro longevità è diventata praticamente sovrumana, ho cominciato a giocarci sempre meno. Forse perché il mio tempo libero è drasticamente diminuito, forse perché sono cresciuto e sono cambiato, spostando i miei interessi verso altri lidi. Non lo so. So solo che mi diverto sempre meno e i giochi come Second Life peggiorano la situazione. Odio le situazioni spropositate, quelle in cui l'offerta supera esageratamente i bisogni. Tipo quando ti trovi in un centro commerciale e ci metti un'ora solo per scegliere il dentifricio perché trovi uno scaffale lungo quindici metri che contiene tutte le possibili varianti di quel prodotto messe in commercio negli ultimi dieci anni. Second Life è esagerato allo stesso modo. Un intero universo, le case da comprare, i terreni lottizzati, la socializzazione, i negozi delle multinazionali che vendono le scarpe per il proprio avatar, persino la prostituzione. Le dinamiche del mondo reale sono semplicemente duplicate. E a chi ha giocato in passato per evadere con la fantasia non basta l'illusione di nascondersi dentro un avatar per non rendersi conto di questo. Nei vecchi videogiochi eri l'eroe, il predestinato che sconfiggeva i mostri e salvava l'umanità. Nei giochi online come Second Life invece, sei uno qualunque tra i milioni di utenti che popolano quel mondo. Gli apocalittici direbbero semplicemente che anche in quell'universo virtuale, così come nel mondo reale, non conti un cazzo...


