sabato, 13 maggio 2006
Negli ultimi tempi prendo quasi quotidianamente la metro, un rituale a cui mi ero disabituato nell'ultimo anno e mezzo.
Appena scendo le scale mi infilo le cuffiette del mio ipod e mi perdo negli universi paralleli narrati dalle canzoni che popolano il mio fido lettore.
Di tanto in tanto alzo lo sguardo e mi guardo intorno, scoprendo la presenza di molte altre cuffiette che popolano molte altre orecchie nel vagone del treno dove viaggio. E mi metto a pensare. Fantastico su cosa ascoltano quelle persone, accomunate solo dalla stessa espressione piena di gioia di vivere che infonde la routine lavorativa di una metropoli.
Mi immagino gli abbinamenti più improbabili. C'è il distinto impiegato quarantacinquenne in giacca e cravatta a cui associo un pezzo rock alla "Bullet with the butterfly wings" degli Smashing Pumpkins. La ragazzina delle superiori che ascolta musica classica. La commessa trentacinquenne che si emoziona con Gigliola Cinquetti. Il punk che ascolta "L'ape Maia".
Ma non saprò mai quello che gli altri ascoltano realmente. Le cuffiette custodiscono il segreto delle playlist nascoste nei lettori mp3.
Cinquanta persone chiuse in uno stesso ambiente ascoltano cinquanta cose diverse. Avvolte da un rumore che, seppur ignorato o in sottofondo (a seconda del volume della musica) è nei fatti la cinquantunesima traccia.
giovedì, 20 aprile 2006
Ieri sono stato a Napoli, città in cui torno raramente ma sempre molto molto volentieri. Ogni volta mi affascina come la prima, le sue viuzze strette, i rumori onnipresenti, l'assoluta mescolanza di classi sociali in pieno centro storico e tutte le altre cose che si leggono nei libri o sui giornali. Ma ieri a colpirmi davvero è stato un dettaglio, un messaggio d'amore insolito e geniale. All'uscita del cancello di un palazzo cominciava una scritta fatta con uno spray rosso sul marciapiede nero asfaltato da poco. Questa scritta si sviluppava per quasi tutto il breve percorso che da quel cancello portava alla fermata della metropolitana più vicina; solo verso la fine si comprendeva il senso del tutto, quando si arrivava a leggere l'intera frase: "Così ogni giorno saprai quello che penso di te: che sei straordinaria!". Era un messaggio d'amore per accompagnare ogni giorno la propria amata da casa sua alla metropolitana, prima ancora che altri accadimenti potessero prendersi l'attenzione di quella persona. Un buongiorno automatico ed insolito, originale quanto romantico, indubbiamente, romantico e plateale come solo i napoletani riescono a essere. Chissà se il cuore di quella ragazza si è già sciolto. In caso contrario, non posso non tifare per l'innamorato-vandalo-imbrattatore di strade, che regala un sorriso a chiuque passi da lì.